Musique italienne: “Bocca di Rosa” de Fabrizio De André

Aujourd’hui je vous présente un de mes chanteurs italiens préférés, une référence de la musique italienne: Fabrizio De André.

Ses chansons sont des poésies chantées, inspirées du style de Georges Brassens. Je vous laisse écouter sa chanson BOCCA DI ROSA.

Vous pourrez vous amuser à traduire le texte.

Petit indice: c’est l’histoire d’une prostitué nommé “Bocca di rosa” qui crée de la confusion parmi les femmes d’un petit village    

Bocca di rosa

La chiamavano Bocca di Rosa metteva l’amore, metteva l’amore, la chiamavano Bocca di Rosa metteva l’amore sopra ogni cosa. 
Appena scese alla stazione nel paesino di Sant’Ilario tutti si accorsero con uno sguardo che non si trattava di un missionario.
C’è chi l’amore lo fa per noia chi se lo sceglie per professione Bocca di Rosa né l’uno né l’altro lei lo faceva per passione.
Ma la passione spesso conduce a soddisfare le proprie voglie senza indagare se il concupito ha il cuore libero oppure ha moglie.
E fu così che da un giorno all’altro Bocca di Rosa si tirò addosso l’ira funesta delle cagnette a cui aveva sottratto l’osso.
Ma le comari di un paesino non brillano certo in iniziativa le contromisure fino a quel punto si limitavano all’invettiva. Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio.
Così una vecchia mai stata moglie senza mai figli, senza più voglie, si prese la briga e di certo il gusto di dare a tutte il consiglio giusto.
E rivolgendosi alle cornute le apostrofò con parole argute: “Il furto d’amore sarà punito- disse- dall’ordine costituito”. E quelle andarono dal commissario e dissero senza parafrasare: “Quella schifosa ha già troppi clienti più di un consorzio alimentare”.
E arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi con i pennacchi e arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi e con le armi. Spesso gli sbirri e i carabinieri al proprio dovere vengono meno ma non quando sono in alta uniforme e l’accompagnarono al primo treno.
Alla stazione c’erano tutti dal commissario al sagrestano alla stazione c’erano tutti con gli occhi rossi e il cappello in mano. A salutare chi per un poco senza pretese, senza pretese, a salutare chi per un poco portò l’amore nel paese.
C’era un cartello giallo con una scritta nera diceva “Addio bocca di rosa con te se ne parte la primavera”.
Ma una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale come una freccia dall’arco scocca vola veloce di bocca in bocca.
E alla stazione successiva molta più gente di quando partiva chi mandò un bacio, chi gettò un fiore chi si prenota per due ore.
Persino il parroco che non disprezza fra un miserere e un’estrema unzione il bene effimero della bellezza la vuole accanto in processione.
E con la Vergine in prima fila e bocca di rosa poco lontano si porta a spasso per il paese l’amore sacro e l’amor profano

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